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Era il 1950. Le ferite della Seconda guerra mondiale erano ancora aperte nel nostro paese quando l’avvocato Mario Turla, figura storica di Gallarate, fondò la Cooperativa di vigilanza notturna. Il terrore dei combattimenti e una crescente delinquenza avevano creato incertezza e paura nei cittadini. E proprio la richiesta di maggior sicurezza andava a colmare il primo istituto di vigilanza privata di Gallarate. Il nucleo originale era formato da 20 guardie che guadagnavano in media 30 mila lire al mese. Giravano in bicicletta, con coraggio e buona volontà, con mezzi rudimentali a confronto della tecnologia digitale usata oggi. L’avvento del Cavaliere Mario Merlo alla guida della “Vigilanza” da una grossa spinta alla crescita dell’azienda. Già nel 1972 Ivng si dota di due Giulie blindate, di collegamenti via radio (il ripetitore è montato sul campanile della chiesa di Crenna), i walkie talkie arrivano dalla Danimarca. E la sicurezza dei cittadini gallaratesi resta l’obiettivo primario. La Prealpina, nel 1972, pubblica un articolo evidenziando l’avanzamento costante di Ivng. «Da qualche tempo infatti, la Vigilanza notturna della nostra città si è organizzata a tal punto che, senza peccar d’esagerazione, solo la consorella di Roma può sostenere il confronto. E allo scettico basterebbe dare un’occhiata agli impianti per ricredersi. Il rinnovamento vero e proprio ha avuto avvio verso la metà del ’72, allorché l’Istituto si trasferì nel rinnovato edificio di via Sottocosta 1, una villa a due piani, in passato sede della Società ciclistica crennese. Riscontrato, inoltre, che la malavita si era motorizzata nell’espletare il proprio “lavoro”, i responsabili della Vigilanza notturna non persero tempo a passare alla controffensiva. Si rivolsero così alla tecnica, adottando il sistema della comunicazione rapida, cioè a mezzo di apparecchiature modernissime installate nelle ditte o abitazioni degli abbonati alla vigilanza notturna, apparecchiature direttamente collegate con la centrale di via Sottocosta 1. Questa centrale, oltre a tutto il raggio d’azione nel gallaratese, è pure a contatto diretto con Busto Arsizio, avvalendosi di un potente ripetitore installato sul campanile di Crenna. Attualmente la Vigilanza notturna di Gallarate dispone di due “Giulie” e di un furgone corazzato, a prova d’anti rapina. L’ultima novità riguarda la dotazione di cinquanta portatili, del tipo walkie talkie, che saranno inviati entro pochi giorni dalla Danimarca». La storia di Ivng vive un momento terribile negli anni di piombo. Nel 1976, sull’autostrada Varese-Milano, un furgone sta compiendo il normale lavoro di trasporto valori. Viene affiancata da un’auto di banditi che tentano la rapina. La guardia giurata Gino Tedoldi viene uccisa da colpi di mitraglietta. Il suo collega Gaetano Giannoni è ferito gravemente. Il colpo è duro, ma lo spirito di gruppo esce rafforzato dal dramma vissuto. A fine anni anni ’80 Ivng si trasferisce dalla sede di Via Sottocosta a Crenna all’attuale in Via Mottarone. Il numero di guardie cresce negli anni, così come la rapidità di intervento e la tecnologia è fondamentale per questo. Oggi Ivng conta su circa 160 guardie giurate e la centrale operativa, vero cervello dell’attività, utilizza un sistema satellitare di ultima generazione. L’istituto cura la sicurezza di aziende o istituzioni fondamentali per l’economia varesina come Agusta Westland o l’aeroporto internazionale di Malpensa. Proprio la crescita di importanza dell’hub varesino ha mutato il lavoro in fatto di sicurezza. Con 25 guardie in servizio permanente, tutte con certificato di idoneità Enac, Ivng dal 2003 cura la sicurezza di compagnie aeree come la russa Aeroflot, Quatar Airline o Emirates. I compiti principali riguardano il controllo dell'aereo in partenza, la vigilanza sottobordo, controlli specifici durante i check in e al gate. Inoltre l'istituto ha attivato un servizio specifico sui bagagli: il controllo riguarda la corrispondenza tra il numero di bagagli imbarcati e le persone che salgono sull'aereo. La protezione che Ivng pensa per i cittadini di Gallarate e provincia è diventata sempre più specifica e personale negli anni. L’ultimo mezzo in tal senso è il Personal Tracker, o localizzatore personale. Gli allarmi classici funzionano in ambienti chiusi, in abitazioni o aziende. Il Personal Tracker permette di sentirsi sicuri anche in attività quotidiane e all’aperto.
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